Stig Dagerman: gerarchia, cerchio di ferro che blocca l’uomo

Stig Dagerman

Stig Dagerman, autore svedese di grande talento, visse a cavallo della Seconda Guerra Mondiale e andò incontro a grandi tragedie personali e familiari, fin dall’infanzia, anche se con il suo lavoro letterario ottenne una fama precoce.

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“Effetto Spotlight” (temere di essere sotto i riflettori) e invisibilità

…Il sospetto che tuttora mi affligge (è quello) di essere un individuo maldestro, manchevole e ridicolo. Rimestando nel calderone della memoria, stento a trovare una sola circostanza in cui, entrando in un luogo pubblico, io non abbia avvertito gli occhi degli astanti volgersi a me smaniosi di deridermi o, ancor peggio, di giudicarmi. E non perché avessi ricevuto spesso quel genere di trattamento ma perché, date le numerose disfunzioni e una proverbiale arrendevolezza, mi ero convinto di meritarlo. Ancora oggi che i peli bianchi hanno divorato la barba rossiccia e l’orgoglio virile si è di colpo attenuato, se per strada sento qualcuno ridere non ho dubbi su quale sia lo spassoso oggetto d’ilarità.

Questa è una citazione dal libro di Alessandro PipernoDi chi è la colpa?

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Attenti al “quieto vivere”. Spunto da una mail di Susan Mazza

Quando non ci fidiamo delle persone con cui lavoriamo, può essere molto difficile essere leader. Quando manca la fiducia, cerchiamo di capire cosa vogliono “gli altri” e come possiamo agire insieme a loro senza avere troppi problemi. E siamo sempre sul “chi va là!”.

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Quando il cambiamento in azienda è un “giro di vite autoritario”

Sono i leader con stile autocratico che impongono il cambiamento in un’azienda senza coinvolgere nelle decisioni coloro che lo vivranno in prima persona. In genere, sono manager esterni o che provengono da altre aziende del gruppo, inseriti ai livelli di comando per ottenere drastiche trasformazioni, ristrutturazioni, ridimensionamenti pesanti. Di solito, in gergo, si dice che sono chiamati a “tagliare i rami secchi”. Purtroppo con i rami secchi il più delle volte vengono tagliati anche quelli che danno buoni frutti.

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Chi sei tu? Quello che lavora o quello che si prende il merito?

Maria Montessori

Ci sono solo due tipi di persone: quelli che fanno il lavoro e quelli che ne prendono il merito. Bisogna essere nel primo gruppo: tra l’altro è il meno affollato e con poca competizione. E’ una frase del Mahatma Gandhi che sosteneva anche che fosse necessario evitare la tentazione “di vestire le piume del pavone”. Cioè, di cadere nella lusinga del potere per il potere.

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Scopriamo cos’è l’apofenia. Ci aiuterà in questi momenti di caos

Viviamo in una società in cui l’unica certezza è l’incertezza e l’unica costante il cambiamento. L’incertezza è il risultato del sentimento di ignoranza (impossibilità di sapere quello che accadrà) e di impotenza (impossibilità di evitare ciò che accadrà), oltre alla paura – particolarmente forte in questo periodo di pandemia – per le conseguenze che tutto ciò potrà avere su di noi, sul nostro comportamento e sulla nostra visione del futuro.

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Le idee di Spaltro sul benessere, compreso quello organizzativo

La ricerca di Enzo Spaltro sul benessere (e bellessere, come lo definisce lui) è certamente affascinante. La chiave di tutto il suo pensiero sta in questa semplice espressione:

Se la gente sta male tende ad essere dipendente, mentre se sta bene raggiunge una maggiore libertà.

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Il timore reverenziale (AWE) può aiutarci

La pandemia che ci ha colpito rappresenta per tutti un’esperienza terribile. E’ facile sentirsi demoralizzati e intimoriti di fronte a un evento di tale portata, sia per la sopravvivenza propria e dei propri cari sia per il proprio futuro, viste le difficoltà economiche alle quali inevitabilmente andremo incontro.

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Certe nostre paure sono giustificate? Come percepiamo i rischi?

Talvolta può prenderci un certo scoramento. Dobbiamo riconoscere che noi uomini (e donne) non siamo efficienti come vorremmo. Che le decisioni che prendiamo non sempre sono razionali. A volte, addirittura, compiamo scelte assurde, che pesano in termini economici, di salute e incidono sulla durata della nostra vita. Chi poi oltretutto ha anche maggiori responsabilità – in quanto guida aziende, o governi – con le sue decisioni può causare danni anche maggiori non solo a sé ma agli altri.

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