Imparare a imparare: creare una cultura della curiosità

Il mondo si trova di fronte a una rapida trasformazione dei posti di lavoro, dei modi di lavorare e delle competenze. Le organizzazioni devono imparare a incorporare una cultura della curiosità per alimentare l’apprendimento continuo che è al centro del successo futuro.

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Senso (o spirito) di appartenenza. Bene, ma senza eccedere

Il senso di appartenenza nelle aziende è una merce ricercatissima. Qualcuno parla anche di “spirito di appartenenza”, ma il termine “spirito” è (forse) troppo volatile e impreciso. Mentre quando si parla di senso, ci si riferisce proprio al singolo collaboratore e al suo intimo bisogno-sentimento – tra i più elevati, come ci ricorda Abraham Maslow, insieme alla stima di sé, alla sicurezza, all’amore e all’autorealizzazione – di essere riconosciuto come appartenente a un gruppo di persone ben definito, a un determinato status sociale con il quale ci si sente in sintonia e pronti a condividere interessi e progettualità comuni.

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Il timore reverenziale (AWE) può aiutarci

La pandemia che ci ha colpito rappresenta per tutti un’esperienza terribile. E’ facile sentirsi demoralizzati e intimoriti di fronte a un evento di tale portata, sia per la sopravvivenza propria e dei propri cari sia per il proprio futuro, viste le difficoltà economiche alle quali inevitabilmente andremo incontro.

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Etica: ragionare secondo il modello scientifico

Come abbiamo visto, conoscere le regole del vivere civile ed etico in azienda (come nella società, in famiglia, ecc.) non si traduce automaticamente in un comportamento corretto. Né basta avere buone “intenzioni” affinché esse, nella realtà concreta vengano applicate.

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Lettera a un bambino nato oggi: per avere successo nel 2050

Dedicato ai miei nipoti, Riccardo e Ginevra, che nel 2050 avranno 38 e 34 anni.

L’umanità sta affrontando rivoluzioni senza precedenti. Tutte le convinzioni del passato vengono pian piano messe in discussione e non ci sembra che stiano emergendo nuove idee in grado di sostituirle. Come possiamo prepararci – ma soprattutto preparare i nostri figli e i nostri nipoti – a un mondo di trasformazioni senza precedenti ma anche a periodi di grandi incertezze?

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Il group-think: saperlo smascherare

Il Group-think è diverso dal consenso di facciata, cioè dall’accondiscendenza non convinta o di comodo che in certi casi, e in modo sporadico, i membri di un gruppo concedono per quieto vivere o per evitare contrasti peggiori. Si tratta proprio di un consenso reale e convinto su idee o principi che tutti i membri del gruppo, in relativa buona fede, ritengono corretti.

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Sappiamo mentire. E lo facciamo bene

Quante volte abbiamo letto articoli o libri che ci insegnavano tecniche efficaci per smascherare le persone bugiarde? Qualcuno avrà provato a metterle in pratica. Con risultati piuttosto deludenti, è giusto confessarlo, perché scoprire se una persona mente oppure è sincera è molto più difficile di quanto si possa immaginare.

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Sono ignorante e me ne vanto: la democrazia da bar…

ignoranzaOggi, non c’è quasi più nessuno che pensi di essere ignorante. Sembra una cosa così facile accedere alla conoscenza se se ne ha bisogno! Abbiamo Internet con Google e Wikipedia, quasi un supermercato nozionistico a disposizione per risolvere tutti i nostri problemi con qualche clic. E se non bastano quei siti ce ne sono altri più specifici a disposizione per tutte le necessità.

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Gilberto Corbellini: dare ai giovani strumenti per pensare criticamente

Gilberto CorbelliniGilberto Corbellini, professore ordinario di storia della medicina e docente di bioetica presso l’Università “Sapienza” di Roma, autore di diversi libri, così scrive in un articolo su “Il Sole 24 Ore – domenicale del 24 gennaio scorso: “Oggigiorno non si può essere cittadini pienamente in grado di esercitare i diritti costituzionali se, per esempio, non si sa cosa è una probabilità, quali componenti teoriche entrano nella definizione di rischio, come si stabilisce che un dato scientifico è corretto e non falsificato, come funziona una sperimentazione clinica, cosa sono i bias cognitivi ed emotivi, ecc.”

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