Dal contingency plan ai cigni neri

Il contingency plan è un piano di emergenza che prevede una strategia proattiva; è diverso da un piano di gestione delle crisi, che è una reazione a qualcosa che è già accaduto. Un piano di emergenza è impostato per tenere conto di eventi dirompenti che potrebbero accadere ma che è difficile prevedere e viene realizzato proprio per mettere in atto adeguate risposte utili per affrontarli nell’eventualità che accadano.

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Dal capo autoritario al leader vulnerabile. L’esempio dell’allenatore di calcio Jürgen Klopp

Jürgen Klopp

Come mai le persone che hanno delle responsabilità non capiscono che essere autoritari danneggia anziché favorire il rapporto con i propri collaboratori? Chi ricorre ad atteggiamenti autoritari perde rapidamente la fiducia dei propri collaboratori e con la fiducia cala anche inesorabilmente il loro impegno nel lavoro. Eppure certe persone che guidano anche imprese importanti faticano a capirlo.

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Siate più curiosi, avrete successo

Chi studia il futuro della leadership nell’economia digitale ad alto livello – come chi lavora presso il MIT Sloan Management Review e Cognizant – è concorde nel ritenere che la curiosità è uno dei comportamenti più importanti per il leader, alla stregua della fiducia e dell’integrità.

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Il manager che vale lo si vede nel momento dell’incertezza

Mann Tracht, Und Gott Lacht” è un vecchio adagio yiddish che significa “L’uomo progetta e Dio ride“. In italiano diciamo anche: “L’uomo propone e Dio dispone” per significare che anche se pianifichiamo attentamente il nostro futuro non siamo sicuri che i nostri obiettivi possano essere raggiunti né che lo siano nel modo in cui li abbiamo pensati. Anche nel lavoro, i nostri piani, per quanto studiati nei minimi particolari, possono essere stravolti da cambiamenti inattesi, negativi ma anche positivi.

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Le differenze tra introversi ed estroversi: vi ritrovate?

Gli introversi tendono a: Gli estroversi tendono a:
avere una forte carica interiore ma a sentirsi condizionati dalle persone ricavare una forte carica dall’interazione con le persone
avere un ‘sé interiore’ e un ‘sé esteriore’, quella che si può definire personalità multistrato avere una personalità a un solo livello; si comportano allo stesso modo in pubblico e in privato
avere bisogno di una certa privacy essere aperti e fiduciosi
formulare mentalmente il loro pensiero, prima di parlare pensare ad alta voce
non amare essere al centro dell’attenzione avere piacere ad essere al centro dell’attenzione
imparare osservando piuttosto che facendo imparare facendo
essere a disagio con i cambiamenti sentirsi a proprio agio rapidamente nelle nuove situazioni
avere qualche amico molto intimo, piuttosto che un’ampia cerchia di amicizie occasionali fare amicizia facilmente e avere un sacco di amici
avere una grande capacità di concentrazione essere facilmente distratti
essere riflessivi essere impulsivi
non amare essere inseriti in grandi gruppi e, nel caso, assumere un atteggiamento defilato e poco partecipativo trovarsi a loro agio nei grandi gruppi e pronti ad assumersi dei rischi

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