Democrazia e utopia. Trovare il leader giusto o diventare tutti un po’ più leader?

Tucidide e Pericle

Leggete la famosa pagina che Tucidide dedica a Pericle, ma anche l’affermazione finale in neretto che è piuttosto significativa:

Pericle, potente per dignità e per intelligenza, notoriamente incorruttibile, controllava il popolo senza minarne la libertà, e non era guidato dal popolo più di quanto lui stesso non lo guidasse; non parlava per compiacerlo, poiché non aveva acquisito il potere con mezzi illeciti ma per via dei suoi meriti, e lo contraddiceva anche sotto l’influsso dell’ira. Quando avvertiva che il popolo era inopportunamente audace per la sua prepotenza, con la parola lo portava al timore; quando invece vedeva che irragionevolmente aveva paura, lo spronava ad aver coraggio.

In sintesi, la democrazia di Atene era tale solo a parole [lógoi men], ma nei fatti [érgoi de] il potere era del primo cittadino.

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Tra speranza e utopia, quale via d’uscita?

utopiaSono sempre un po’ scettico quando qualcuno parla di speranza. Della speranza come fiducia assoluta nella Provvidenza, più o meno divina, come atteggiamento passivo nell’attesa messianica di un futuro positivo o solo di qualche combinazione fortunata. Speranza che, in questo modo, diventa anticamera dell’illusione, fede non sostenuta da fatti concreti ma solo da ipotesi, in genere scarsamente verificabili, sogno ad occhi aperti, chimera che provoca delusioni continue.

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