Tra nichilismo e dogma

Una cosa è sicura. Non sappiamo dove sta la verità. La verità è mobile, passa e bisogna lasciarla passare. La verità non deve essere un punto di riferimento stabile. Raggiunto una volta per tutte. Anche se ci farebbe piacere che fosse così. Ci tranquillizzerebbe. La verità è una continua ricerca. Dobbiamo sempre essere liberi di farci queste domande: in base alla verità nella quale credo, cosa sto facendo? Il mio comportamento quali conseguenze potrà avere per me e per gli altri, e per la società in cui vivo?

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Il leader, una persona consapevole

La consapevolezza è senz’altro la dote principale del leader, perché essere consapevoli del lavoro che si sta facendo significa essere severi e duri prima di tutto con se stessi. Non accampare mai giustificazioni per i propri errori, non tollerare manchevolezze, essere implacabili nel valutare il proprio comportamento, tenendo conto delle reazioni degli altri. Osservare il proprio operato attraverso gli occhi degli altri e chiedersi sempre cosa è necessario fare, avendo individuato chiaramente l’obiettivo da raggiungere insieme.

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Sappiamo mentire. E lo facciamo bene

Quante volte abbiamo letto articoli o libri che ci insegnavano tecniche efficaci per smascherare le persone bugiarde? Qualcuno avrà provato a metterle in pratica. Con risultati piuttosto deludenti, è giusto confessarlo, perché scoprire se una persona mente oppure è sincera è molto più difficile di quanto si possa immaginare.

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Sono ignorante e me ne vanto: la democrazia da bar…

ignoranzaOggi, non c’è quasi più nessuno che pensi di essere ignorante. Sembra una cosa così facile accedere alla conoscenza se se ne ha bisogno! Abbiamo Internet con Google e Wikipedia, quasi un supermercato nozionistico a disposizione per risolvere tutti i nostri problemi con qualche clic. E se non bastano quei siti ce ne sono altri più specifici a disposizione per tutte le necessità.

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Leader e umiltà: termini incompatibili? Forse, no

umiltaAbbinare la parola umiltà a quella di leadership, lasciatemelo dire, sembra un azzardo, addirittura una contraddizione in termini. Riuscite a immaginarvi un manager, che magari guida un’azienda di centinaia di collaboratori, che si comporta come San Francesco? Pronto a dispensare sorrisi, disponibile, aperto, semplice, modesto, rispettoso di chi gli è vicino, attento ai problemi di tutti. Insomma, quasi un santo… Difficile anche per chi è dotato di grande fantasia.

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