D Factor, ovvero il lato oscuro della personalità

Nessuno è perfetto. Siamo uomini (e donne) pieni di difetti e spesso facciamo cose che feriscono gli altri. Certe volte non ce ne accorgiamo nemmeno, altre, invece, lo facciamo di proposito. Purtroppo però, c’è anche chi si comporta così sempre, in ogni momento della sua vita. In altri termini, danneggia gli altri (che non lo meritano) avvalendosi di vari sistemi (non sempre facili o immediati da individuare) come la disonestà, l’avidità, la manipolazione, l’irresponsabilità.

Escludiamo, nella nostra analisi, il comportamento criminale vero e proprio (furto, aggressione, violenza sessuale, ecc.) e fissiamoci su certi aspetti della personalità che hanno per obiettivo principale il disprezzo del benessere delle persone.

Le ricerche, iniziate negli anni Cinquanta, hanno consentito di individuare differenti schemi di comportamento non etico o antisociale, individuando una serie di aspetti “oscuri” della personalità che variano a seconda dei soggetti, ma che, nonostante le differenze, condividono un nucleo comune che è stato definito Dark Factor of Personality o, per sintetizzare, Fattore D. In cosa consiste? Nel fatto che queste persone si concentrano esclusivamente sugli obiettivi che devono raggiungere mentre ignorano completamente che le loro azioni possono ferire o danneggiare gli altri. In pratica, si tratta di una forma particolarmente dannosa e maligna di egoismo.

Ma i ricercatori hanno approfondito la ricerca, isolando alcune caratteristiche particolari che coinvolgono le persone D Factor:

  • Machiavellismo: approvare l’uso dell’inganno e della manipolazione per ottenere ciò che si vuole
  • Disimpegno morale: completo disinteresse per le implicazioni morali o etiche delle loro azioni
  • Narcisismo: senso di superiorità, unito alla convinzione che si possano usare le persone per i propri scopi
  • Diritto psicologico: la convinzione che si meriti di più degli altri e sia giusto che si debba essere trattati meglio degli altri
  • Psicopatia: disprezzo della altre persone con un basso livello di empatia, scarso autocontrollo e alta impulsività
  • Astiosità: danneggiare gli altri per vendetta, rivalsa, anche senza ottenere in cambio particolari vantaggi
  • Sadismo: insensibilità alla sofferenza altrui o addirittura piacere e soddisfazione di fronte all’altrui sofferenza

Il comportamento egoistico prevede alcuni aspetti peculiari, tra i quali prevale la massimizzazione dell’utilità. In altri termini, la persona con il fattore D è disposta a fare quasi tutto quanto è necessario per ottenere ciò che vuole, liberandosi, anche con sistemi illeciti, di chiunque cerchi di opporsi al suo disegno, eventualmente anche danneggiandolo fisicamente o psichicamente, senza alcun rimorso, dal momento che tendono a giustificare le loro azioni malevole ritenendosi superiori e perciò al di sopra di qualsiasi giudizio negativo. Insomma, sono persone che mostrano una forma di egoismo davvero abietto.

Purtroppo, persone di questo tipo si trovano frequentemente in posizioni di comando (è nella loro forma mentis ritenere che la cosa più importante sia raggiungere un obiettivo a qualsiasi costo), in ambito aziendale, politico, sociale.

Lo abbiamo già detto: tutti guardiamo ai nostri interessi e ci comportiamo in modo tale da migliorare la nostra vita ed essere più felici. La maggioranza delle volte, raggiungere questi obiettivi non ha alcun effetto diretto sugli altri. O ne ha molto poco. Altre volte, al contrario può interferire negativamente sulla vita degli altri, come quando vinciamo una partita o otteniamo un lavoro, a scapito di qualcuno. Ma, in genere, tutti accettano in anticipo che ciò debba accadere. Fa parte del “gioco”.

E’ più raro che cerchiamo di fare del male alle altre persone per poter ottenere i nostri obiettivi. Le persone che hanno un elevato Fattore D di questo non si preoccupano minimamente e sono disposte a ferire gli altri pur di raggiungere i loro scopi. Perché accade questo? Cosa li spinge a comportarsi così? E’ possibile fare qualcosa per impedire che ciò accada? Se si riuscisse a isolare il Fattore D e neutralizzarlo, la società potrebbe vivere meglio. Potremmo riuscirci in futuro?

L’articolo da cui abbiamo preso spunto è il seguente: The dark core of personality. / Moshagen, Morten; Hilbig, Benjamin E.; Zettler, Ingo.In: Psychological Review, 2018. E’ in corso anche la realizzazione di un libro da parte degli stessi autori. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito The Dark Factor.

Se volete potete anche fare il test (in inglese) per scoprire il vostro livello di Fattore D.

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