Gian Carlo Cocco: il pensiero prospettico e strategico

Riportiamo un breve articolo del prof. Gian Carlo Cocco, apparso nell’ultimo numero della rivista di Manageritalia “Dirigente”, nel quale si parla, tra l’altro, del Gymnasium Manageriale del CFMT. In uno dei prossimi giorni, approfondiremo l’argomento relativo al pensiero prospettico con una intervista esclusiva al prof. Cocco.

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Possedete le caratteristiche dei leader del futuro? Rispondete alle domande

  • Siete disposti a lasciare da parte competenze ed esperienze passate?

In un’epoca di grandi e rapidi cambiamenti, fissarsi su certi principi validi per il passato, potrebbe essere assolutamente controproducente.

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Growth mindset: la libertà di sbagliare

La trasformazione digitale sta mettendo in crisi diversi modelli tradizionali. E non si tratta soltanto di aspetti secondari ma di principi basilari su cui si fonda il nostro modo di pensare e la stessa governance delle aziende.

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Riconoscere i propri errori deve spingerci a superarli

Il drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco Bertolt Brecht

EPIGRAFE: A CHI ESITA
di Bertold Brecht

Dici per noi va male. Il buio cresce. Le forze scemano. Dopo che si è lavorato tanti anni, noi siamo ora in una condizione più difficile di quando si era cominciato.
E il nemico ci sta innanzi più potente che mai: sembra gli siano cresciute le forze, ha preso un’apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori, non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre parole d’ordine sono confuse. Una parte delle nostre parole le ha stravolte il nemico fino a renderle irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto? Qualcosa o tutto? Su chi contiamo ancora?
Siamo dei sopravvissuti, respinti via dalla corrente? Resteremo indietro, senza comprendere più nessuno e da nessuno compresi, o contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi. Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua.

Traduzione di Ruth Leiser e Franco Fortini. (“A chi esita”) in Bertolt Brecht, Poesie e canzoni, Einaudi, Torino 1959, pp. 130-131.