Il capitalismo e la roba

Rileggere Giovanni Verga, a cento anni dalla sua morte, e la famosa novella “La roba”, con protagonista il vecchio Mazzarò, ricchissimo e avaro, ormai prossimo alla morte, è importante. Perché ci può insegnare qualcosa anche riguardo al capitalismo di oggi, all’ incapacità di questo sistema di accumulo di ricchezza di lasciare a chi viene dopo di noi, un pianeta sano anziché, come sta accadendo, una terra devastata dalle guerre, ferita dalla ricerca ossessionante, illimitata e sfrenata del suo sfruttamento.

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Ricambio generazionale ai vertici delle aziende

Dean Keith Simonton

Il ricambio generazionale più rapido ai vertici delle aziende non è dettato da una qualunquistica e ottusa operazione giovanilistica. Ci sono ragioni che riguardano la stessa natura umana, oltre ché la convulsa evoluzione dei mercati, che richiedono una capacità di innovazione molto più rapida ed efficace. In altri termini, l’esperienza è importante ma in questa temperie lo è, forse ancora di più, la creatività, l’innovazione.

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Il vero leader deve saper improvvisare tra immaginazione e conoscenza

Alfred North Whitehead

Abbiamo bisogno di una generazione di leader capaci di organizzare l’improvvisazione e di introdurre nuovi approcci per guidare le risorse chiave: persone, organizzazioni strutturate capaci di gestire l’ignoto, meno controllo e più autonomia.

Chi può eccellere nell’improvvisazione? Chi sa inventare nuove risposte, assumere rischi calcolati, anche senza un piano predeterminato, riuscendo a trarre il meglio dagli errori per favorire la nascita di nuove idee e affrontare strade alternative.

L’improvvisazione richiede immaginazione

Come sosteneva Alfred North Whitehead: “La tragedia di questo mondo è che coloro che possiedono l’immaginazione hanno poca esperienza ( i giovani) e coloro che hanno una grande esperienza hanno ormai un’immaginazione infiacchita (i vecchi). Agire basandosi sulla sola immaginazione senza la conoscenza è da sciocchi, agire fissandosi solo sulla conoscenza senza immaginazione è da pedanti. La missione della ricerca è quella di unire insieme l’immaginazione e la conoscenza”.

I giovani e le fake news

Quando finiamo di credere a Babbo Natale (una delle bufale “buone” più condivise al mondo, sotto varie forme), cominciamo a credere alle fake news. I ragazzi, infatti, secondo un recente studio apparso sul British Journal of Developmental Psychology, attorno ai 14 anni cominciano a credere alle teorie complottiste e a cedere alla disinformazione. Per loro diventa difficile valutare la credibilità delle informazioni online.

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I giovani negli USA: quali speranze?

Chi avrà letto il romanzo La scuola cattolica di Edoardo Albinati ricorderà la terribile descrizione che l’autore fa di alcuni ragazzi che frequentavano negli anni Settanta un liceo romano, poi tristemente famoso per un delitto che lì trovò il suo più adeguato “brodo di coltura”.

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💡 Intermezzi di riflessione

I brani che in questi giorni abbiamo pubblicato sono stati tratti dall’ultima enciclica di Papa FrancescoFratelli tutti” (Ottobre 2020).

E, per finire, o meglio, per incominciare, riportiamo anche alcuni brani dell’intervento del Papa al Forum di Assisi.

Non siamo condannati a modelli economici che concentrino il loro interesse immediato sui profitti come unità di misura e sulla ricerca di politiche pubbliche simili che ignorano il proprio costo umano, sociale e ambientale. Come se potessimo contare su una disponibilità assoluta, illimitata o neutra delle risorse. No, non siamo costretti a continuare ad ammettere e tollerare in silenzio nei nostri comportamenti che alcuni si sentano più umani di altri, come se fossero nati con maggiori diritti”.

Siete chiamati a incidere concretamente nelle vostre città e università, nel lavoro e nel sindacato, nelle imprese e nei movimenti, negli uffici pubblici e privati, è tempo, cari giovani economisti, imprenditori, lavoratori e dirigenti d’azienda, è tempo di osare il rischio di favorire e stimolare modelli di sviluppo, di progresso e di sostenibilità in cui le persone, e specialmente gli esclusi” siano protagonisti”.