Anziani: la solitudine si vince continuando ad essere utili agli altri

Nel febbraio scorso abbiamo pubblicato su CapoVerso una recensione relativa al libro di Giambattista RosaActive Ageing in azienda” edito da Franco Angeli. Una nostra lettrice, Romana Mancini, Tecnologa Istat ed ex Giudice Tributario, non ha condiviso la recensione del libro e ci ha inviato una mail che pubblichiamo qui di seguito integralmente.

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Gli italiani, lavoratori troppo istruiti?

Sarebbero oltre 5,8 milioni gli occupati nel nostro paese che hanno un’istruzione superiore a quella richiesta dal lavoro che svolgono. La statistica realizzata dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre a prima vista contrasta con due fatti incontrovertibili e cioè che la popolazione di lavoratori italiani sia la meno scolarizzata in Europa e che gli imprenditori facciano fatica a trovare collaboratori qualificati, in particolare per quanto riguarda le professioni tecniche.

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Anziani in azienda: un peso o una risorsa?

Un recente libro di Gianbattista Rosa, intitolato “Active Ageing in azienda”, HR Innovation-AIDP, Franco Angeli Editore, €17 – riflette sul quesito posto nel titolo e offre alcuni suggerimenti per trasformare i lavoratori senior da problema a opportunità.

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Anziani: avere uno scopo nella vita fa vivere di più e meglio

Gli anziani che pensano di avere ancora uno scopo nella vita presentano una minore probabilità di morire per malattie cardiache, patologie circolatorie e digestive e maggiori probabilità di vivere più a lungo. A evidenziarlo è uno studio che ha seguito quasi settemila persone ultracinquantenni per più di dieci anni svolto presso l’University of Michigan School of Public Health, negli USA, è stata pubblicata da JAMA Network Open.

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Lavoro e storia: alienazione o realizzazione di sé

Qualche nota storica, senza presunzione di approfondire temi troppo grandi per le nostre forze. Ci limitiamo a riportare a ruota libera alcune affermazioni sul lavoro e sul taylorismo da Lenin a Gramsci, lasciando ai lettori eventuali approfondimenti.

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Uguaglianza di genere sul lavoro. Perché non cominciare dagli uomini?

Le donne sono svantaggiate sul posto di lavoro in molti modi. Lo sappiamo, purtroppo. A cominciare dalla differenza nella retribuzione, a parità di compiti e di responsabilità, fino alle molestie sessuali e alla difficoltà di venire promosse quando se lo meritano, in modo equo e tempestivo. Il famigerato “soffitto di cristallo”.

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Stefano Bartolini (Università di Siena): “I limiti della classe dirigente italiana: l’università ha le sue colpe” (Seconda parte)

Il prof. Stefano Bartolini, docente di Economia presso l’Università di Siena, autore del libro “Manifesto per la felicità. Come passare dalla società del ben-essere a quella del ben-avere”, risponde alle nostre domande, affrontando anche il tema del lavoro da remoto e segnalandone alcuni aspetti positivi.

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Stefano Bartolini (Università di Siena): “Nel lavoro c’è chi è attivamente disimpegnato” (Prima parte)

Il prof. Stefano Bartolini, docente di Economia presso l’Università di Siena, è anche autore del libro “Manifesto per la felicità. Come passare dalla società del ben-essere a quella del ben-avere”. Un libro che invita a ripensare e riprogettare il nostro mondo perché coniugare prosperità economica e felicità è necessario e possibile. Cambiare la scuola. Cambiare le città. Cambiare lo spazio urbano. Ridurre il traffico. Ridurre la pubblicità. Sono alcune delle proposte concrete che compongono un vero e proprio manifesto per la felicità.

Al prof. Bartolini abbiamo rivolto alcune domande.

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Smart working: i problemi del lavoro da remoto

Oggi le aziende pur di non interrompere la produzione e continuare a lavorare, laddove è stato possibile per ragioni tecniche e logistiche, si sono convertire allo smart working. E’ stata una scelta obbligata ma necessaria anche se i problemi non mancano, di tipo strutturale e culturale.

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