Se la solidarietà viene meno è anche colpa delle imprese?

Pierre Rosanvallon

In passato, il meccanismo produttivo classico favoriva la creazione di aggregazione tra i lavoratori. Prendiamo ad esempio la catena di montaggio dove individui diversi erano obbligati a compiere le stesse azioni. All’impresa non interessava l’individuo in sé ma la sua forza lavoro che doveva essere impiegata secondo regole e ritmi ben stabiliti.

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Lavoro e vita: esisterà ancora una vita “privata” o dobbiamo dimenticarcela?

Il problema su cui ci vogliamo soffermare è il rapporto lavoro/vita. Come abbiamo visto, la società digitale rende possibile il controllo capillare sui lavoratori anche da remoto. Il lavoro diventa in questo modo ubiquo senza tempo e senza luogo. Un lavoro alla fine astratto dalla realtà.

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Qualche dato su Linkedin 2018

Il 57% degli iscritti sono uomini
Il 43% sono donne
2 nuove persone si registrano su Linkedin ogni secondo
Il 41% degli iscritti è milionario (!)
Il 59% degli iscritti non ha mai lavorato in aziende con più di 200 dipendenti
4 iscritti su 5 hanno posizioni dirigenziali
Il 39% è costituito da dirigenti di alto livello
Il 28% gestisce il budget dell’azienda
Chi viene assunto tramite Linkedin ha il 40% di probabilità in meno di lasciare l’azienda entro i primi sei mesi
(Fonte: Pwc)

I Millennial: “gatte da pelare” per i responsabili delle risorse umane?

I Millennial, cioè i giovani nati tra gli anni Ottanta e il Duemila, sono collaboratori difficili da gestire e creano problemi alle aziende che li hanno assunti? Non pochi manager e responsabili delle HR la pensano così. Vediamo quali sono le principali caratteristiche della generazione che si è affacciata al mondo del lavoro da non molti anni, e perché certi loro atteggiamenti possono risultare incompatibili, con una corretta governance dell’impresa.

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