Intelligenza Artificiale ed economia non di scala

Hemant Taneja

Siamo propensi a condividere molte delle preoccupazioni di Hemant Taneja che nel 2018 ha scritto il libro “Unscaled” nel quale ha analizzato il passaggio da economia di scala a economia di non-scala o personalizzata, sottolineando la necessità di responsabilità, trasparenza e chiarezza nella realizzazione delle tecnologie di intelligenza artificiale.

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La curiosità e il robot

Al Consumer Electronics Show a Las Vegas, Ameca, un robot risponde alle domande di ogni tipo che gli vengono rivolte.

Qual è la dote principale che servirà ai manager del futuro? Una sola. La curiosità. Cosa nota. E’ vero, tra le numerose skills che vengono richieste c’è sempre questa voce. Un tempo la curiosità non era ben vista. Oggi dove vai se non ce l’hai.

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Capire come funziona l’IA. Cosa nascondono gli algoritmi? Oggi con XAI possiamo saperlo

Chi ha paura degli algoritmi? Un po’ tutti. Chi lavora in azienda sa che l’Intelligenza Artificiale permea ormai ogni settore, dal servizio clienti all’assunzione di nuovi collaboratori. Eppure, chi non è un esperto (ma certe volte anche chi lo è) non capisce bene come funzionino tali algoritmi.

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Sappiamo usare il DAM (gestione risorse digitali)?

Con la sigla DAM (Digital Asset Management) si intende la gestione delle risorse digitali. La domanda che ci poniamo su questo tema è se questa piattaforma viene o meno sfruttata in modo adeguato dalle aziende.

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Il sogno (o l’incubo) di Turing. Le macchine ci parlano, ci insegnano, ci fanno compagnia

Nel bel libro di Francesco Varanini, “Le Cinque Leggi bronzee dell’era digitale. E perché conviene trasgredirle”, Guerini e Associati, 2020, il filosofo cita alcune affermazioni di Alan Turing, il famoso matematico – uno dei padri dell’informatica, e uno dei primi scienziati a interessarsi di Intelligenza Artificiale – morto suicida nel 1954, con una personalità complessa, anche a causa di problemi famigliari e personali.

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Il computer ne sa già più di noi sulle emozioni dell’uomo

Dobbiamo prendere atto, non senza qualche preoccupazione, che sistemi e dispositivi di Intelligenza Artificiale sono ormai in grado di interpretare, elaborare e simulare emozioni umane. Già oggi, infatti, sono stati realizzati algoritmi che riescono meglio delle persone a rilevare emozioni e stati d’animo diversi con una attendibilità davvero elevata.

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Questo articolo l’ho scritto io, ma potrebbe farlo (meglio) GPT-3

Se avessi accesso al programma GPT-3, realizzato lo scorso mese di maggio da OpenAI, sarei in grado di far scrivere questo articolo direttamente dal programma, fornendo semplicemente alcune indicazioni di massima. Non è fantascienza. E’ quello che è successo per un articolo pubblicato recentemente (8 settembre) sul “Guardian”.

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TEMPOR⚡ALE: Ce la faremo a restare liberi?

Elon Musk

Due notizie recenti devono farci riflettere. Una riguarda la possibilità di studiare più da vicino e in modo sempre più approfondito il cervello dell’uomo. L’altra, gli interventi che alcune aziende cominciano a mettere in atto per controllare i propri collaboratori con lo scopo principale di verificarne la salute ma anche di controllarne costantemente i movimenti.

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