Il liberalismo? E’ un rinoceronte. Ma attenti al corno!

In un libro uscito recentemente per Guanda Editore, “Il manifesto del rinoceronte. L’avventura del liberalismo”, Adam Gopnik, scrittore e giornalista, svolge una appassionata difesa del liberalismo. Riconosce che le idee liberali si sono poste sempre in una posizione intermedia e, quindi piuttosto scomoda, tra quelle di stampo conservatore e quelle che predicano spinte radicali o rivoluzionarie.

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Il capitalismo: la società dei rottweiler

Chi ha una certa età – diciamo sui settant’anni – non può dare una valutazione obiettiva del capitalismo. Ricorda vagamente (perché era piccolo) la crisi del dopoguerra ma non può non entusiasmarsi ripensando all’epoca della ripresa, al boom economico, al clima di entusiasmo di quegli anni, ai miglioramenti concreti nella vita di ogni giorno, alle speranze per un futuro sempre migliore. Un figlio di operaio (come il sottoscritto) ha potuto frequentare l’università e aspirare a un lavoro più qualificato, ben retribuito, tranquillo anche dal punto di vista pensionistico.

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Processo decisionale e ambiguità dei manager. Le giustificazioni “motivate”

Siamo sicuri che i manager in ambito aziendale prendano le loro decisioni sempre con senso di responsabilità, mente chiara e cuore aperto? Nessuno lo è. Anche perché varie ricerche empiriche hanno dimostrato il contrario, cioè che i manager aziendali nelle loro decisioni fanno prevalere molto spesso aspetti egoistici.

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Io o noi? Qui, si vede il vero leader

Margaret Thatcher

Nel precedente articolo, abbiamo segnalato l’importanza di usare il pronome “noi” anziché “io”. Qualche nostro lettore ha suggerito che il “pluralis maiestatis” può anche essere interpretato come una forma di arroganza o presunta (o reale) superiorità, in quanto nella tradizione storica si riferisce ad un lessico utilizzato soprattutto da sovrani, papi (abbandonato di recente) e statisti.

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Il manager egoista dice: Ce l’ho fatta!

John Mattone

Quando un manager raggiunge il successo e se ne esce con una affermazione del genere non è un leader. Questo, in sostanza, è quanto afferma John Mattone che ha scritto un libro sul “Leader intelligente”. Qual è l’errore?

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I Like! And you? L’individuo nell’oceano di Facebook

Il libro di Valentina CroceMi piace! – La ricerca del consenso ai tempi di Facebook” – Edizioni Meltemi, 18,00 euro – ha un approccio scientifico non semplice e richiede un certo impegno, oltre che una conoscenza di tipo sociologico non superficiale. Caratteristiche che potrebbero scoraggiare un lettore poco attrezzato, come il sottoscritto.

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Se nei leader della vostra azienda scoprite queste “anomalie”, potete cominciare a preoccuparvi…

egoismoChi può essere considerata una persona equilibrata? Mica facile rispondere a una domanda del genere. Ad esempio, Sigmund Freud diede una risposta che può apparire a prima vista ovvia: “Normale è una persona in grado di amare e lavorare – lieben und arbeiten – (1929)”.

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La competizione: diamo una regolata al nostro ego

CompetitivitàLo spirito di competitività è aumentato nella nostra epoca. La gara, la competizione sono diventate veri e propri stili di vita. Quello che conta è primeggiare. In qualsiasi campo, poter dire di essere il primo, di essere “il meglio”. Un fenomeno – evidente anche grazie ai numerosi e immancabili “Talent show” e spettacoli similari della tv, ai concorsi vari, ai giochi d’azzardo, ecc. – che ha ricadute di tipo etico e politico non sempre palesi ma quasi sempre deleterie.

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