Salario minimo o salario massimo?

Dan Price, fondatore e CEO di Gravity Payments

Ricorderete che quattro anni fa fece scalpore la notizia che l’amministratore delegato di Gravity Payments, Dan Price, aveva deciso di compiere una grande rivoluzione nella struttura retributiva della azienda da lui diretta, aumentando i salari annui dei suoi dipendenti a 70.000 dollari e contemporaneamente riducendo (90 % in meno) il proprio stipendio che superava il milione di dollari. (Ricordiamo che la media dei salari in azienda era attorno ai 50.000 dollari l’anno).

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Troppo lavoro: la passione ti esaurisce

Jennifer Moss

Cominciamo a sfatare qualche mito anche a costo di andare controcorrente. Abbiamo sentito spesso questa affermazione: “Se fai ciò che ami non lavorerai mai un giorno nella vita!”. Sono quelle frasi ad effetto che gli idealisti o gli ingenui condividono con entusiasmo ma che sono una totale invenzione, secondo Jennifer Moss.

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Il sorriso svela se sei felice sul serio o fai finta!

Ci sono tanti test in giro, più o meno attendibili, che cercano di misurare la felicità. Ma esistono scientificamente metodi per misurare la felicità delle persone? C’è chi come il prof. Mark Holder si concentra sui fattori biologici, prendendo in esame campioni di saliva e urina che studiano i cambiamenti dei neurotrasmettitori negli ormoni.

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Per una filosofia di vita occorrono tante riflessioni

*Articolo apparso originariamente su “Magistero”, rivista dei Maestri del Lavoro

Abbiamo un modello unico di “vita buona” alla quale possiamo riferirci oggi? Naturalmente no. Tutti sono più che convinti che il valore della vita abbia un senso differente a seconda delle persone. Anche senza dover introdurre i concetti – tanto odiati dalla Chiesa – di relativismo o nichilismo e restando con i piedi per terra possiamo constatare che il valore della vita ha un senso differente a seconda delle persone. C’è chi si ispira alla religione e chi predilige la riflessione laica, chi scommette tutto sul lavoro, o sullo sport, sulla famiglia e c’è anche chi si accontenta di internet o della tivù per passare il proprio tempo e dargli un qualche – seppur misero – significato. Ma c’è anche chi i valori li mescola, li shekera, in un sincretismo spesso assurdo ma per lui efficace, senza provare il ben ché minimo imbarazzo.

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