Per una filosofia di vita occorrono tante riflessioni

*Articolo apparso originariamente su “Magistero”, rivista dei Maestri del Lavoro

Abbiamo un modello unico di “vita buona” alla quale possiamo riferirci oggi? Naturalmente no. Tutti sono più che convinti che il valore della vita abbia un senso differente a seconda delle persone. Anche senza dover introdurre i concetti – tanto odiati dalla Chiesa – di relativismo o nichilismo e restando con i piedi per terra possiamo constatare che il valore della vita ha un senso differente a seconda delle persone. C’è chi si ispira alla religione e chi predilige la riflessione laica, chi scommette tutto sul lavoro, o sullo sport, sulla famiglia e c’è anche chi si accontenta di internet o della tivù per passare il proprio tempo e dargli un qualche – seppur misero – significato. Ma c’è anche chi i valori li mescola, li shekera, in un sincretismo spesso assurdo ma per lui efficace, senza provare il ben ché minimo imbarazzo.

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Robert Lustig: piacere e felicità non sono la stessa cosa

Robert Lustig, pediatra e professore presso l’Institute for Health Policy Studies della California a San Francisco, autore del libro “The Hacking of the American Mind”, non ha dubbi: nonostante quello che ci dicono televisione e mass media, il piacere e la felicità non sono la stessa cosa.

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“Tessere di te”, un manuale per capire chi siamo

Presentiamo uno snello libretto dal titolo “Tessere di te”, euro 10, che, seguendo le basi dell’analisi transazionale – teoria psicologica della personalità, dello sviluppo e delle comunicazioni relazionali – propone una riflessione e una esplorazione sugli stati dell’io, allo scopo di favorire la comprensione dei nostri comportamenti, sentimenti, pensieri ed emozioni.

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