Basta con la felicità a tutti i costi!

Siamo nell’epoca della dittatura della felicità? Sembrerebbe di sì, stando almeno al saggio di Edgar Cabanas e Eva Illuoz, Codice Edizioni, Torino, €20, intitolato “Happycracy, Come la scienza della felicità controlla le nostre vite”.

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Eccedere fa sempre male. Anche troppa felicità non fa bene

Un articolo del Dr. Robinson su WebMD, un sito americano di consigli medici, è arrivato alla conclusione – tutto sommato abbastanza banale – che quando nei nostri comportamenti esageriamo, in genere rischiamo di sbagliare o farci del male.

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Troppo lavoro: la passione ti esaurisce

Jennifer Moss

Cominciamo a sfatare qualche mito anche a costo di andare controcorrente. Abbiamo sentito spesso questa affermazione: “Se fai ciò che ami non lavorerai mai un giorno nella vita!”. Sono quelle frasi ad effetto che gli idealisti o gli ingenui condividono con entusiasmo ma che sono una totale invenzione, secondo Jennifer Moss.

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Il sorriso svela se sei felice sul serio o fai finta!

Ci sono tanti test in giro, più o meno attendibili, che cercano di misurare la felicità. Ma esistono scientificamente metodi per misurare la felicità delle persone? C’è chi come il prof. Mark Holder si concentra sui fattori biologici, prendendo in esame campioni di saliva e urina che studiano i cambiamenti dei neurotrasmettitori negli ormoni.

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Per una filosofia di vita occorrono tante riflessioni

*Articolo apparso originariamente su “Magistero”, rivista dei Maestri del Lavoro

Abbiamo un modello unico di “vita buona” alla quale possiamo riferirci oggi? Naturalmente no. Tutti sono più che convinti che il valore della vita abbia un senso differente a seconda delle persone. Anche senza dover introdurre i concetti – tanto odiati dalla Chiesa – di relativismo o nichilismo e restando con i piedi per terra possiamo constatare che il valore della vita ha un senso differente a seconda delle persone. C’è chi si ispira alla religione e chi predilige la riflessione laica, chi scommette tutto sul lavoro, o sullo sport, sulla famiglia e c’è anche chi si accontenta di internet o della tivù per passare il proprio tempo e dargli un qualche – seppur misero – significato. Ma c’è anche chi i valori li mescola, li shekera, in un sincretismo spesso assurdo ma per lui efficace, senza provare il ben ché minimo imbarazzo.

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Robert Lustig: piacere e felicità non sono la stessa cosa

Robert Lustig, pediatra e professore presso l’Institute for Health Policy Studies della California a San Francisco, autore del libro “The Hacking of the American Mind”, non ha dubbi: nonostante quello che ci dicono televisione e mass media, il piacere e la felicità non sono la stessa cosa.

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