Stefano Bartolini (Università di Siena): “I limiti della classe dirigente italiana: l’università ha le sue colpe” (Seconda parte)

Il prof. Stefano Bartolini, docente di Economia presso l’Università di Siena, autore del libro “Manifesto per la felicità. Come passare dalla società del ben-essere a quella del ben-avere”, risponde alle nostre domande, affrontando anche il tema del lavoro da remoto e segnalandone alcuni aspetti positivi.

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Come è fragile la comunicazione ai tempi del Covid!

Dopo la pandemia la comunicazione è diventata più difficile. I leader devono saper comunicare sempre di più e sempre meglio, eliminando quanta più ambiguità possibile nei loro scambi con i collaboratori, a cominciare dalle e-mail, per le quale i destinatari non hanno la possibilità di ascoltare quale sia il tono del mittente.

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Gli svantaggi della comunicazione asincrona e i rimedi

La comunicazione asincrona può creare problemi per quanto riguarda l’ambito organizzativo. Se ci si aspetta che le persone siano on line e attive 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, la tentazione di chi ha la responsabilità di guidare un team è quella di poter gestire in ogni momento le attività dei propri collaboratori, di svolgere su di essi un’azione di micromanagement costante.

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La motivazione. Che mi importa della cattedrale?

Qualche tempo fa, avevamo riscritto il famoso aneddoto della cattedrale, mettendo in dubbio il fatto che uno dei tre operai (il terzo) si dichiari orgoglioso per il fatto di partecipare alla costruzione di un grande progetto e che questa sola constatazione sia in grado di motivarlo adeguatamente.

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Stefano Zamagni (2): i 5 punti qualificanti di un progetto trasformativo

Ecco la seconda parte dell’intervento del professor Stefano Zamagni. Chi volesse consultare il testo integrale può farlo cliccando direttamente qui.

Quali sono i punti qualificanti di un progetto trasformativo?

Ne indico cinque, non certo perché siano gli unici, ma perché ritengo siano quelli più urgenti. Comincio dalla deburocratizzazione.

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Smart working: le domande giuste da porre a chi lavora da remoto

In questi periodi di grande incertezza sembrerebbe naturale fornire ai propri collaboratori delle risposte che loro si aspettano, soprattutto riguardo al ritorno alla “normalità”, alle prospettive del proprio lavoro, in che modo inciderà concretamente su ognuno di loro la crisi che si stiamo vivendo.

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Misurare i contatti virtuali per capire se funzionano

Le distanze sociali raccomandate dal punto di vista medico per rallentare la diffusione della pandemia, insieme alle pratiche igieniche, sono fondamentali per la nostra salute fisica. Ma dobbiamo anche riconoscere gli effetti negativi di tale distanziamento sociale sulla salute mentale, sulla fiducia e sulla solidarietà all’interno delle varie organizzazioni di lavoro.

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Smart working: i problemi del lavoro da remoto

Oggi le aziende pur di non interrompere la produzione e continuare a lavorare, laddove è stato possibile per ragioni tecniche e logistiche, si sono convertire allo smart working. E’ stata una scelta obbligata ma necessaria anche se i problemi non mancano, di tipo strutturale e culturale.

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