Filiere e sfruttamento. Continuiamo a far finta di non sapere

I diritti umani sono dei principi importanti, universali, che nessuno può disconoscere. Come il diritto alla vita, il rispetto dei lavoratori, ecc. E chi si rendesse responsabile di violazione di questi diritti subirebbe un grave vulnus alla sua reputazione, sia che si tratti di un individuo, di una impresa o di un governo.

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Tra assenteismo e presenteismo. Prendersi le proprie responsabilità

Bisogna avere il coraggio di dire che chi non si prende la responsabilità del proprio lavoro in questi tempi è un incosciente. In una situazione complessa e difficile come quella che stiamo vivendo a causa della pandemia, riteniamo che qualsiasi lavoratore, a qualsiasi livello, non possa esimersi dal prendersi la responsabilità di quello che fa. Anche se la sua è una attività che può apparire meno strategica e importante di altre.

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Digitalizzazione: non rinunciamo ad essere cittadini responsabili

Mi sembra opportuno e interessante riportare uno scambio di opinioni tra il sottoscritto e il filosofo Francesco Varanini su alcuni temi legati al suo ultimo libro “Le Cinque Leggi bronzee dell’era digitale e perché trasgredirle”, che invitiamo a leggere.

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La responsabilità: perché facciamo fatica ad assumercela?

Quando c’è senso di responsabilità il senso di colpa diminuisce

Destino, fortuna: se crediamo che siano solo questi gli elementi che determinano il successo nella vita di una persona, forse non siamo sufficientemente motivati. Crediamo che ciò che stiamo facendo (il lavoro prima di tutto) sia l’effetto delle condizioni che ci sono state imposte dall’esterno (decisioni di altri, circostanze, caso, ecc.) e che abbiamo dovuto subire passivamente.

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Nel 2021 i leader dovranno essere coraggiosi, modesti, curiosi e responsabili

Guidare un’azienda in un futuro così incerto come quello che si prospetta nel 2021 non è per i mansueti. Ma non è nemmeno per gli arroganti, i testardi o gli ipocriti. Abbiamo bisogno di gente coraggiosa, ma abbiamo anche bisogno di persone modeste, curiose e responsabili. I leader dovranno impegnarsi non solo nell’ambito delle aziende che guidano ma anche nella salute, felicità e prosperità del pianeta e di coloro che lo abitano. Il lavoro dei leader, in un mondo così segnato da sconvolgimenti e minacce, non sarà mai più difficile né più importante di quello che ci aspetta in futuro. Spero che tutti i leader sapranno affrontare questa sfida.

Paul Michelman è redattore capo di MIT Sloan Management Review

Eccellenza nelle aziende solo se si supererà la gerarchia

Uscirà il prossimo anno un libro di Brian Strobel – consulente organizzativo in ambito pubblico e privato – intitolato “Pursuing Excellence: A Values-Based, Systems Approach to Help Companies Become More Resilient” (Perseguire l’eccellenza: un approccio sistemico, basato sui valori, per aiutare le aziende a diventare più resilienti), Editori Taylor and Francis.

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10 domande per capire se vale la pena o no seguire un leader

Segnaliamo volentieri un contributo di Kathy Caprino, scrittrice, collaboratrice di Forbes, ed esperta di formazione, in particolare nei confronti delle donne in carriera.

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Colpa e responsabilità. La differenza è fondamentale

Devo confessare che non mi piace dare la colpa a qualcuno per un errore che ha commesso. Non mi piace trovare difetti agli altri e, peggio ancora, sbatterglieli in faccia. Credo, però, in modo convinto che sia necessario, ove possibile, assegnare delle responsabilità e che, quindi, sia giusto che le persone che se le sono assunte possano essere ritenute responsabili dei loro errori.

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Stefano Bartolini (Università di Siena): “Nel lavoro c’è chi è attivamente disimpegnato” (Prima parte)

Il prof. Stefano Bartolini, docente di Economia presso l’Università di Siena, è anche autore del libro “Manifesto per la felicità. Come passare dalla società del ben-essere a quella del ben-avere”. Un libro che invita a ripensare e riprogettare il nostro mondo perché coniugare prosperità economica e felicità è necessario e possibile. Cambiare la scuola. Cambiare le città. Cambiare lo spazio urbano. Ridurre il traffico. Ridurre la pubblicità. Sono alcune delle proposte concrete che compongono un vero e proprio manifesto per la felicità.

Al prof. Bartolini abbiamo rivolto alcune domande.

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Anche il calcio può dare lezioni alle aziende. In 14 punti

Johan Cruyff

Molti ricorderanno il grande calciatore Johan Cruyff. Personaggio originale, detestato da molti, contraddittorio, con un carattere difficile, presuntuoso e attaccabrighe, ma indubbiamente grande innovatore tanto da venire definito un rivoluzionario del gioco del calcio.

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