Il Grande Sogno: la felicità per tutti

Sir Anthony Seldon

Non ci convincono né ci hanno mai convinto quelli che parlano di felicità e sono sicuri di avere la chiave per ottenerla. Disposti anche generosamente a concedercela (magari dietro congruo pagamento). Un po’ diverso anche se va affrontato con lo stesso cauto scetticismo è Sir Anthony Seldon, autore di biografie di grandi personaggi politici, tra i quali Theresa May e Tony Blair, oltre ad altri saggi di varia umanità, il quale ha scritto un libro sulla felicità dal titolo “Beyond Happiness”.

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Soft skills e sapere umanistico

La grande enfasi che i numerosi corsi destinati a manager di alto livello riservano alle soft skills è ormai un dato di fatto inequivocabile. Si parla, quasi esclusivamente di intelligenza emotiva, di qualità delle relazioni umane, di sviluppo personale, ecc.

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Le 12 soft skills indispensabili per un leader di oggi

Gary Vaynerchuk

Gary Vaynerchuk è un imprenditore americano di origine bielorussa, che ha avuto successo con la sua azienda vinicola. Qualcuno lo ha definito il “Primo Wine Guru” dell’era YouTube, perché è anche un grande esperto di marketing digitale e autore di best seller. L’ultimo di questi si intitola “Dodici e mezzo: sfruttare gli ingredienti emotivi necessari per il successo aziendale”, uscito a novembre scorso.

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“Effetto Spotlight” (temere di essere sotto i riflettori) e invisibilità

…Il sospetto che tuttora mi affligge (è quello) di essere un individuo maldestro, manchevole e ridicolo. Rimestando nel calderone della memoria, stento a trovare una sola circostanza in cui, entrando in un luogo pubblico, io non abbia avvertito gli occhi degli astanti volgersi a me smaniosi di deridermi o, ancor peggio, di giudicarmi. E non perché avessi ricevuto spesso quel genere di trattamento ma perché, date le numerose disfunzioni e una proverbiale arrendevolezza, mi ero convinto di meritarlo. Ancora oggi che i peli bianchi hanno divorato la barba rossiccia e l’orgoglio virile si è di colpo attenuato, se per strada sento qualcuno ridere non ho dubbi su quale sia lo spassoso oggetto d’ilarità.

Questa è una citazione dal libro di Alessandro PipernoDi chi è la colpa?

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Gioco matematico ma anche un po’ sadico

Questo gioco è stato stralciato dall’ultimo romanzo di Camilla Läckberg, intitolato “Il codice dell’illusionista”, edito Marsilio.

Immagina di far parte di un gruppo di soldati sconfitti dal nemico che, piuttosto che farsi imprigionare, intendono suicidarsi collettivamente, solo che per motivi religiosi non possono togliersi la vita da soli.

Si tratta di una ipotesi puramente matematica, anche se sembra che l’episodio sia accaduto davvero.

Ci sono dei soldati, seduti in cerchio. Tu uccidi quello alla tua sinistra, quello successivo uccide il soldato alla sua sinistra e così via. Dopo pochi giri saranno tutti morti tranne uno, ovviamente, costretto a sopravvivere.

Ammesso che tu voglia essere quello che sopravvive, se sai chi comincia a uccidere e conosci il numero dei soldati, a quanti posti di distanza dovresti sederti da lui per essere quello che rimane vivo?


Soluzione: Se il numero delle persone nel cerchio è una potenza di due, è sempre quello che comincia, cioè quello al posto numero uno, a sopravvivere. Quindi, l’unica cosa che si deve fare per sopravvivere, a prescindere dal numero dei componenti del cerchio, è contarli e poi sottrarre la potenza di due più vicina. Per esempio, metti che siano diciannove, si toglie sedici. Poi si prende il risultato, tre in questo caso, e lo si raddoppia, dato che il colpo mortale salta una persona ogni due, cioè quelli che muoiono. E poi si aggiunge la posizione di partenza, cioè uno. 1 più 3 più 3, che fa 7. Quindi, delle diciannove persone sopravvive quello che si trova al posto numero sette.

Infografica by CapoVerso

Fate la prova, in modo virtuale, naturalmente!

Il potere visto da un “relativista etico”

Claudio Bisio in “Father and Son”

Mi sento molto vicino alle considerazioni di Michele Serra nel suo libro “Gli sdraiati”, riproposto in teatro da Claudio Bisio, in un bel monologo di qualche anno fa, intitolato “Father and Son” con la regia di Giorgio Gallione.

Riportiamo alcuni passaggi significativi che, naturalmente, dedico ai miei figli.

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I giovani negli USA: quali speranze?

Chi avrà letto il romanzo La scuola cattolica di Edoardo Albinati ricorderà la terribile descrizione che l’autore fa di alcuni ragazzi che frequentavano negli anni Settanta un liceo romano, poi tristemente famoso per un delitto che lì trovò il suo più adeguato “brodo di coltura”.

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Anche la leadership diventa virtuale?

Negli ultimi venti mesi, molti di noi hanno partecipato inconsapevolmente a un esperimento globale sulla comunicazione virtuale. Quindi, abbiamo sperimentato in prima persona che ciò che funziona bene negli ambienti in cui il rapporto tra i collaboratori è faccia a faccia non sempre si trasferisce in quelli virtuali, che si reggono su strumenti multimediali.

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Introversi: avere il tempo di ricaricare le “batterie sociali”

Chi ha la responsabilità di guidare i propri collaboratori (che noi definiamo per brevità leader) deve essere sempre disposto e pronto a parlare con loro. Questo è un dato di fatto. Purtroppo, se chi ha questo compito è un introverso la cosa può risultare più difficile perché da parte di quest’ultimo c’è maggiore riluttanza a esprimersi.

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