Solidarietà e democrazia 1. Prima l’individuo o prima la società?

Romano Guardini

Romano Guardini nel suo saggio L’opposizione polare. Tentativi per una filosofia del concreto vivente, pp. 178-179 riflette se sia nato prima l’uovo o la gallina (pardon, l’individuo o la società). Il suo pensiero sembra piuttosto interessante. Eccovi uno stralcio significativo:

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L’Occidente è solo strano o anche sbagliato?

Joseph Henrich

Il libro di Joseph Henrich, “Weird” edito Il Saggiatore, ci permette di guardare al nostro mondo occidentale da una posizione privilegiata. Come se non fossimo coinvolti direttamente ma come se lo guardassimo da lontano (nello spazio e nel tempo) grazie a un esame antropologico e biologico.

L’uomo occidentale, secondo l’autore, è WEIRD, strano, che è l’acronimo di WESTERN, EDUCATED, INDUSTRIALIZED, RICH, DEMOCRATIC. Tutti aggettivi che giudichiamo positivi se visti da vicino e di cui ci vantiamo. Ma in prospettiva tutti questi attributi nascondono aspetti negativi e sono molto meno condivisibili.

Abbiamo colonizzato mari e terre, esportando il nostro modo di pensare, legittimando o cancellando culture diverse. Abbiamo sfruttato e inquinato il mondo intero per vivere meglio a scapito degli altri meno fortunati. Forse, è vero, che siamo una forma di umanità anomala.

C’è qualche speranza di cambiare rotta o il nostro è l’unico mondo possibile? O, forse, siamo arrivati alla fine della corsa e, volenti o nolenti, saremo costretti a cambiare?

Dove è finita la cultura (quella vera)?

Ci sembra utile stralciare dal libro “L’impresa enciclopedia” di Gianfranco Dioguardi, con prefazione di Federico Butera, edito da Guerini NEXT, un brano davvero illuminante su come viene intesa la cultura nella società di oggi.

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Attenti al fascino discreto del “vittimismo”

Passare per “vittime” in qualsiasi circostanza – compresa la guerra – dà prestigio, impone l’ascolto da parte degli altri, favorisce la commiserazione e l’autocommiserazione, promuove il riconoscimento, conferisce uno status, attiva la solidarietà, permette di giudicare in modo assolutamente negativo e senza alcuna attenuante chi ha aggredito, liberando nel contempo la vittima da qualsiasi colpa.

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Con lo smart working cambia il senso del lavoro? Remotizzazione = disumanizzazione?

Complice la pandemia e le innovazioni tecnologiche – che hanno imposto il ricorso al lavoro da remoto col fine di mantenere il “necessario” distanziamento sociale – sembra ormai che anche la storia del lavoro umano sia destinata a prendere un’altra strada.

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Educare è elaborare la coscienza e contestare il futuro contro le servitù del nostro tempo

Marina Garcés

Marina Garcés ha scritto un bel libro, intitolato “Scuola di apprendisti edizioni Nutrimenti, 2022. Tra l’altro, la filosofa spagnola sostiene – cosa quasi ovvia – che “Non esiste un sapere non appreso, gli esseri umani devono sempre apprendere, anche a vivere, sempre che si possa dire che impariamo davvero a farlo. Apprendere non significa accumulare, possedere o incorporare conoscenze. È un’attività relazionale”.

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Il meta-messaggio nelle e-mail. Attenti anche alle maiuscole

Massimo Dall’Olio, psicologo e formatore, ha scritto un bel libretto dal titolo “Imparare dai conflitti” Edizioni FrancoAngeli (19 euro). L’autore parla di conflitti tra persone, delle relazioni difficili che possono creare ostacoli o problemi ma che, con un po’ di buona volontà, possono essere gestite al meglio per favorire una crescita personale.

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