Sappiamo mentire. E lo facciamo bene

Quante volte abbiamo letto articoli o libri che ci insegnavano tecniche efficaci per smascherare le persone bugiarde? Qualcuno avrà provato a metterle in pratica. Con risultati piuttosto deludenti, è giusto confessarlo, perché scoprire se una persona mente oppure è sincera è molto più difficile di quanto si possa immaginare.

E adesso ne abbiamo anche la certezza. Uno studio apparso sulla rivista Journal of Cognition rivela che chi mente sa bene come nascondere i “segni rivelatori”, che variano da segnali verbali quali esitazioni, disturbi del linguaggio e cambiamenti nel tono o nella velocità della parola, a segnali non verbali come battito di ciglia, l’abitudine ad evitare il contatto diretto degli occhi, gesti delle mani, irrequietezza (DePaulo et al., 2003; Sporer & Schwandt, 2006).

Una persona che ascolta un interlocutore che dice una bugia, cioè produce un enunciato che è falso, non ha molte possibilità di smascherarlo, se cerca di trarre vantaggio da una serie di segnali esteriori. Questo almeno emergerebbe da una ricerca effettuata attraverso un gioco interattivo effettuato su un computer, che ha visto coinvolte 24 coppie di persone in una caccia al tesoro competitiva. I giocatori potevano scegliere se essere onesti riguardo a dove il tesoro era nascosto o mentire all’altro (e così guadagnarci tenendo il tesoro).

Anzitutto, è emerso che chi ascoltava giudicava se qualcuno stesse dicendo la verità entro poche centinaia di millisecondi da quando riteneva di aver identificato un segno rivelatore, come un’esitazione nel parlare o un’attitudine a gesticolare più marcata. Tuttavia, i ricercatori ritengono che i bugiardi possano fare uno sforzo cosciente per evitare di essere scoperti, ad esempio cercando di guardare dritto negli occhi l’interlocutore o di essere rigidi nel loro linguaggio del corpo. Quindi, questi atteggiamenti risultano più comuni paradossalmente in chi dice la verità.

Il ricercatore capo Martin Corley, della School of Philosophy, Psychology and Language Sciences dell’Università di Edimburg, sostiene che “Non necessariamente i bugiardi producono questi segnali quando mentono, forse perché provano a sopprimerli, sanno controllarsi e manipolare il loro comportamento per non essere scoperti”. Oltretutto, “la gente possiede preconcetti forti sul comportamento associato alla menzogna, che quasi istintivamente resta condizionata quando ascolta gli altri” e può venirne fuorviata.

Un bel problema! La fiducia nei confronti delle altre persone, già piuttosto bassa, dopo questa ricerca si riduce ulteriormente. Abbiamo imparato a mentire e sappiamo farlo molto bene. Da chi abbiamo appreso tale comportamento? Noi una risposta l’abbiamo. Voi?

Morale della favola: se vogliamo scoprire chi mente non dovremmo limitarci a osservare segni rivelatori particolari ma cercare, se possibile, di usare il nostro pensiero critico, cioè mettere in atto un processo mentale non superficiale che approfondisca il senso e il significato di ciò che ci viene detto.

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