Spostare lo sguardo da “io” a “noi”

Secondo Scharmer, siamo inseriti in vecchi modelli di comportamento che diamo per scontati. Solo un cambiamento nella nostra coscienza potrà consentirci di costruire una società e un’economia più inclusiva, consapevole, rispettosa.

"Leadership in un futuro che emerge" di Otto Scharmer, edito da Franco Angeli.
“Leadership in un futuro che emerge” di Otto Scharmer, edito da Franco Angeli.

Il libro che Otto Scharmer ha scritto con la collaborazione di Katrin Kaufer “Leadership in un futuro che emerge” non è il solito manuale che suggerisce le ultime scoperte per garantire una leadership di successo ai manager in crisi di identità. E’ qualcosa di molto più complesso.

E’ una lettura impegnativa, non tanto per i concetti espressi, quanto per la novità dell’approccio e per la proposta rivoluzionaria che aspira a modificare profondamente i paradigmi attraverso i quali affrontare il futuro.

Un libro che descrive con chiarezza e senza reticenze gli elementi dirompenti che mettono in discussione il nostro modo di pensare per aiutarci a compiere quella che rappresenta una vera e propria “inversione a U” nella visione del singolo individuo, del mondo che ci circonda e, quindi, anche dei vecchi modelli di leadership. (La Teoria U è oggetto di un altro libro di successo di Scharmer).

Da ego-sistema a eco-sistema

Scharmer ci propone, in sostanza, una teoria affascinante, che facendo leva su strumenti di interpretazione nuovi, consente di vedere la realtà umana, sociale, politica ed economica in una prospettiva diversa, permettendoci di cogliere quelle che lui chiama disconnessioni sistemiche strutturali che creano crisi globali in ambiti diversi come la finanza, la scarsità di cibo e di risorse, l’energia, l’acqua, la povertà.

Ecco perché non è un libro facile. Va letto, riletto, assimilato pian piano, perché chiede al lettore di compiere un passaggio non semplice. Quello che porta dalla consapevolezza di essere un elemento dentro un egosistema – che si preoccupa sostanzialmente del proprio benessere – alla consapevolezza di trovarsi, invece, in un ecosistema – che si preoccupa del benessere di tutti.

Le carenze dell’economia: esternalità e coscienza

Due parole, secondo l’Autore, riassumono le carenze tradizionali dell’economia: esternalità e coscienza. Con esternalità si intendono in economia gli effetti collaterali non previsti su terze persone. Oggi, secondo Scharmer, le esternalità positive tendono a fluire verso l’alto, quelle negative verso il basso.

Un esempio per chiarire il concetto: chi intende lavorare intenzionalmente con rendimenti inferiori al fine di creare benefici per la società (come ridurre l’inquinamento, lo sfruttamento delle persone, ecc.), paga prezzi più alti, mentre coloro che già possiedono più di quanto hanno realmente bisogno pagano prezzi più bassi.

Riflettiamo su questo concetto che richiama alla mente la famosa affermazione di John Maynard Keynes: “Quando l’accumulazione di ricchezza non rivestirà più un significato sociale importante, interverranno profondi mutamenti nel codice morale. Dovremo saperci liberare di molti dei princìpi pseudomorali che ci hanno superstiziosamente angosciati per due secoli, e per i quali abbiamo esaltato come massime virtù le qualità umane più spiacevoli. Dovremo avere il coraggio di assegnare alla motivazione «denaro» il suo vero valore.”

Cambiare la coscienza attraverso nuovi paradigmi

L’attuale economia capitalistica, dice Sharmer, è fondamentalmente egocentrica: si è strutturata per soddisfare i bisogni del singolo individuo e per tenere conto delle sue decisioni private. Molti tentativi per affrontare questo problema (come la responsabilità sociale d’impresa) sono stati compiuti, cercando di estendere la consapevolezza dei consumatori e dei produttori al di là dei loro interessi personali per tenere conto del benessere di altri soggetti interessati. Ma questo processo è insufficiente per affrontare le dimensioni e la complessità delle crisi che dobbiamo affrontare.

Ciò che è veramente necessario, sostiene Scharmer, è un cambiamento profondo nella coscienza delle persone perché operino non solo per se stessi e gli altri, ma nell’interesse di tutto l’ecosistema in cui le attività economiche si svolgono. In caso contrario, c’è il rischio che le esternalità di cui abbiamo parlato saranno solo mitigate mentre la coscienza che le crea non viene modificata, consentendo che gli stessi costi e le stesse inefficienze riemergano in seguito in una veste diversa.

L’eco dell’ultima enciclica di Papa Francesco

Pertanto, l’imperativo economico del nostro tempo è una evoluzione della nostra coscienza da un ego-sistema a un eco-sistema, cioè da uno stato di consapevolezza a un altro. Come non sentire riecheggiare in queste parole il senso profondo dell’ultima enciclica di Papa Francesco, “Laudato si…”?

Qui mi fermo perché i temi che Scharmer affronta nel suo libro sono tanti e articolati. L’invito è quello di leggere il libro con attenzione, cominciando a porsi alcune domande fondamentali: perché le nostre azioni individuali generano dei risultati negativi dal punto di vista collettivo? Che cosa ci tiene bloccati in vecchi modi di operare e di pensare? E che cosa possiamo fare per trasformare alla radice i problemi, che ci tengono intrappolati nei modelli del passato? Forse, dice Scharmer parafrasando Einstein, è che oggi stiamo cercando di risolvere i problemi del capitalismo con la stessa coscienza che li ha creati.

Leadership in un futuro che emerge. Da ego-sistema a eco-sistema: nuove economie e nuove società” di Otto Scharmer e Katrin Kaufer, Franco Angeli Editore, 28€

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