Quel “non so che” ora sappiamo cos’è: essere divertenti, autentici e realisti!

Riportiamo una sintesi dell’articolo apparso qualche giorno fa (30 luglio 2020) su “Psycology Today”, scritto dal giornalista scientifico Christopher Bergland. Si tratta di consigli spiccioli sul modo di affrontare la vita di ogni giorno, scaturiti da una serie di ricerche svolte in ambito psicologico.

Bergland ha isolato tre tratti della personalità utili ad affrontare momenti difficili come quelli passati in questi primi mesi del 2020:

  • Essere divertenti
  • Essere autentici
  • Essere realisti (che è un atteggiamento a metà tra il pessimista e l’ottimista)

Il primo aspetto, che riguarda la capacità di essere divertenti, nasce da uno studio sui bambini. Quelli che si divertivano di più e facevano divertire i loro compagni creavano attorno a loro un “effetto alone” di simpatia, in grado di creare un’atmosfera positiva in tutta la classe.

Lo stesso dovrebbe valere per gli adulti nel loro ambito di lavoro anche se occorre avere una particolare sensibilità, nel capire come e quando fare la battuta giusta o far scattare un sorriso. Scherzare durante la pandemia, ad esempio, potrebbe risultare inappropriato e addirittura sconveniente, come fare battute troppo pesanti o che urtino la suscettibilità di qualcuno.

Il secondo aspetto riguarda l’autenticità. Ai miei tempi, si diceva che era assurdo dire a qualcuno. “Sii autentico” perché nel momento in cui questi si sforzava di esserlo non lo era più. Secondo l’autore, invece, recenti studi di Francesca Gino e Maryam Kouchaki della Kellogg School of Management (già da noi citate in altri articoli) mostrano come sia possibile favorire nelle persone atteggiamenti più autentici, aperti, disponibili che portano “a valutare le situazioni come meno minacciose”.

Insomma, essere autentici significa liberarsi dai pregiudizi (propri e altrui) e lasciar trasparire il proprio “io” così com’è, senza protezione, senza paura di temere reazioni. L’autore dell’articolo è convinto che essere autentici e divertenti siano caratteristiche che si completano a vicenda e aiutino ad essere ben accolti dagli altri, superando anche atteggiamenti di rifiuto sociale.

Una cosa che invece sembra essere ridimensionata da alcuni studi recenti è il fatto che l’ottimismo non è poi così benefico per il nostro benessere psico-fisico come si è sempre creduto. Gli studiosi che hanno riflettuto su questo tema (David de Meza e Chris Dawson) hanno trovato che un atteggiamento realistico premia di più.

Naturalmente, i realisti non si fanno eccessive illusioni, non sono come gli ottimisti che tendono a provare più scoraggiamento e delusione quando le loro aspettative risultano ridimensionate o addirittura non si avverano. Né si sentono come i pessimisti per i quali il fatto che non sia accaduto quello che loro temevano non li libera dallo stress che hanno provato aspettandosi il peggio. Oltretutto, essere troppo pessimisti è collegato anche a un maggior rischio di mortalità, che comunque anche l’ottimista non è in grado di ridurre. Quindi, alla fine, realismo a piene mani!

Anche dopo questo articolo, continuo a nutrire forti dubbi sul senso e il valore di queste ricerche.

Ma non fateci caso: io sono scettico di natura. Il mio ultimo suggerimento perciò è: essere divertenti, autentici, realisti e un po’ scettici…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...