Allegri! La vecchiaia è finita! (1)

E’ purtroppo vero quello che diceva John Maynard Keynes, quando sosteneva che “Nel lungo periodo saremo tutti morti”. Ma se il periodo che riguarda la vecchiaia tende a diventare sempre più lungo, forse ha ragione Nicola Palmarini, quando nel suo saggio “Immortali”, cerca di ribaltare il paradigma sull’invecchiamento inteso come una minaccia e lo descrive, invece, come una grande opportunità di cambiamento sociale ed economico.

Sì, perché nell’orizzonte positivo di Palmarini c’è anche in prospettiva la possibilità di dilatare la vita, facendola diventare se non lunga all’infinito, almeno decisamente più larga…

Palmarini dice basta a un certo tipo di stereotipo che vede i vecchi come entità passive: “voraci consumatori di energie, di risorse, di tempo e di servizi altrui”. Non è così. Nell’ambito dell’economia reale, le persone anziane sono tutt’altro che passivi e tenderanno sempre di più a creare stili di vita, essendo dotati, oltre che di capacità di spesa, di diverse interpretazioni della realtà, in quanto portatori di esigenze, desideri, speranze propri.

Gli attuali modi di intendere la vecchiaia in termini individualistici di fiducia in se stessi, corpo in forma, realizzazioni produttive, o un imperativo a negare o sconfiggere tecnologicamente l’invecchiamento non possono che aggravare la nostra situazione e il bisogno di renderla invisibile – dice Joseph E. Davis. Gli anziani, in tal modo, vengono “lasciati in un vicolo cieco, esposti a una cultura commerciale predatoria, un’ideologia punitiva della salute, a legami sociali meno numerosi e sempre più deboli, a un’etica che non prevede impegno attivo e padronanza di se stessi, creando un’immagine meccanicistica di noi stessi”.

Nicola Palmarini

Bisogna abbattere questi stereotipi e Nicola Palmarini ne è convinto a tal punto che da poco è diventato anche direttore del National Innovation Centre for Aging (NICA) del Regno Unito, un’organizzazione leader a livello mondiale, creata con un investimento di 40 milioni di sterline dal governo del Regno Unito e dall’Università di Newcastle, per contribuire a creare un mondo in cui possiamo vivere tutti meglio e più a lungo. Il Centro mira a riunire esperti di innovazione, scienziati, industria e pubblico, a livello mondiale, per sviluppare, testare e commercializzare prodotti e servizi che migliorino tutti gli aspetti della vita delle nostre società che invecchiano.

La ricerca aspira a comprendere come le tecnologie e l’IA possono aiutare a mitigare fattori come la solitudine e l’isolamento, combattere il problema dell’età avanzata e sostenere la vita degli anziani, preservando l’indipendenza e la dignità nelle varie fasi della vita.

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